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Cerco qualcuno/a che più o meno come me possa amare

- i vocabolari
- il tè nero
- le librerie
- le autoreggenti
- gli elefanti
- il New Caledonia, nel senso di carattere tipografico
- le citazioni di passaggio
- i pomeriggi col sole a picco
- i rasoi a mano
- l'odore della pipa e dei sigari
- la solitudine da guardiano del faro
- le partite a mancala e a freccette
- i film quando sono molto più di quanto ti aspettassi
- fare a pugni con i canguri
- i ghiaccioli al limone
- sapere che non si è ancora letto tutto di Robert Louis Stevenson
- le moleskine (se solo non fossero di moda!)
- Martha Argerich da giovane
- i muffin che ho mangiato ad Alghero
- i polpacci e le caviglie graffiate dalla macchia mediterranea
- le docce fredde
- i piedi di Elvis Costello nel video di "Pump it up"
- alzarsi molto presto e/o andare a letto molto tardi. Ognuno risolve per sé la possibile incompatibilità delle due abitudini
- la malinconia di quelle tazze da tè che, a un certo punto della loro esistenza, diventano portapenne. Un sogno americano alla rovescia, un declassamento, o invece una promozione? La faccenda è in ambiguo
- certi oggetti fuori corso come gli attaccapanni, lo zeitungsstock e i manichini di vimini
- i numeri romani
- le gambe di Marlene Dietrich
- il catalogo Adelphi
- il sonno da rosmarino
- il panforte a Natale, l'assenza di orologi a Capodanno
- i calzini alla Ravel
- il tè nel deserto [ogni tè presume il deserto. Concetto da chiarire]
- le tassonomie
- le sardine in salamoia
- sottolineare i libri a matita
- le storie criminali precedenti l'invenzione della fotografia. La fotografia ha volgarizzato l'estetica della cronaca nera
- fare resistenza e usare i fiammiferi anziché l'accendino (un vezzo, ma veniale. Esistono vezzi capitali? Approfondire la questione)
- Franco Bragagna che commenta le gare di atletica leggera. Notare che il lancio del peso è atletica leggera
- i capilettera
- le penne Bic. Chi preferisce loro le stilografiche non ha mai dovuto subire una tracheotomia d'emergenza. Neanche io, però a giudicare dalle serie mediche si direbbe che sia un intervento di routine. Una Bic ti può salvare la vita
- quando scoppia una fogna e la vegetazione si esalta
- giocare a ping pong
- il Meccano
- i polpi che svitano barattoli
- i rumori di fondo nelle canzoni dei Beatles
- il pensiero che presto o tardi si visiterano Bruges e Sanaa
- viaggiare in treno, checché se ne dica 
- Gustav Mahler e quel che gli gravita attorno
- risistemare la libreria di casa alla luce di un nuovo criterio di ordinamento
- Paul Newman in "Cold hand Luke"
- fare colazione negli aeroporti e nelle stazioni marittime; le colazioni all'inglese
- quelle incredibili mele e pere dipinte da Cézanne, i cavalli di Fidia, le marine di Turner, gli autoritratti di Annigoni
- le callipigie
- la ricerca di una carta regalo che si intoni bene col destinatario
- la posta inattesa
- David Byrne, qualunque cosa faccia o tocchi
- le amache
- i dollari d'argento
- il cinema prima di cena e non il contrario
- il jazz, la classica, le avanguardie, i Beatles
- i campi di grano
- la pignoleria
- gli indici dei nomi citati
- le camicie bianche
- rispondere al questionario di Proust cambiando ogni volta le risposte
- i libri con le figure, i manuali Hoepli, gli atlanti geografici, i mappamondi con i mostri marini
- la cucina indiana (Fuck the sushi!)
le cose turche
- l'umorismo inglese
- l'insalata russa
- il mal d'Africa;




e che, sempre come me, possa avere in antipatia

- gli/le emoticon
- lo spirito moderato
- le posate di plastica
- quei razzistelli tanto di moda ora; i razzistelli a prescindere dalle mode
- i tavolini che ballano, a meno che non sia per una seduta spiritica
- le bolle papali di sapone
- il Reader's Digest
- i negozi di libri, da distinguersi dalle librerie
- i cappellini da baseball 
- chi si lamenta degli anglicismi e poi parla un italiano alla canna del gas
- cercare di capire che cosa ci sia di eccitante nei fuochi d'artificio alle sagre del carciofo
- il surrealismo francese
- gli ombrelli portatili
- dover sbucciare i kiwi
- le riviste nell'anticamera del medico 
- l'idiozia che è in noi
- i campi da calcio abbandonati
- chi si mangia le unghie a bocca aperta
- i tributi a De André
- i porno con la trama
- non poter limonare con Dita von Teese per paura della mononucleosi (mi è successo a Parigi, dove non sono mai stato)
- l'abbraccio mortale tra banalità e mancanza di punteggiatura
- giocare a scacchi contro la salma bendata di Bobby Fischer e perdere
- essere anticipati nel raccontare una barzelletta e doverla ascoltare in una versione molto più scialba della nostra
- gli oggetti con la forma di altri oggetti
- l'opinione pubblica, lgli opinionisti da bar e le sentenze non richieste
- i social network

- i punti di una lista lasciati in bianco
- i giochi di società
- le tragedie greche sul latte versato
- le cose trite e ritrite (anche l'espressione 'trito e ritrito' è trita e ritrita)
- la povertà di spirito
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