Oggetto

Cosa vogliamo alla fine?

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In fondo, dopo aver avuto diversi contatti e diversi scambi di mail ho come la sensazione che la gente non intenda iniziare una nuova corrispondenza, ma usi questo spazio soltanto come uno sfogatoio, un muro bianco dove scrivere il proprio disagio e la propria frustrazione sociale cronica o momentanea. E quella risposta, quel pensiero che giunge come risposta è soltanto un cioccolatino da scartare quando non si sa che fare, quando si è annoiati. Chi c'è dall'altra parte è ridotto ad essere la carta dal suono sinistro e sgradevole che poi si getta via quasi subito. Non c'è reale intenzione, non c'è la ricerca della profondità dell'altro, non c'è l'apertura di sé stessi, no, soltanto messaggi da tazza nell'ora di pausa da lavoro o messaggi da tazza nel momento della noia depressa che avvolge tutto lo spazio, mentre pensiamo a come scrivere i nostri disagi nelle parole più belle e accattivanti possibili, sperando che alla prossima fuga in bagno compaia quel messaggino tanto desiderato da poter mangiare in santa pace fuori da occhi indiscreti, tra un peto e uno sforzo, seduti sul trono bianco, sul pensatoio magico, tenutario delle nostre più intime confidenze.
Venite a me dolci Ferrero Rocher!
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Commenti  

+3 # RE: Cosa vogliamo alla fine?luanafranc 2023-01-11 00:16
Infatti è un problema che molti rispondono solo le prime volte