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ARGOMENTO: Può esistere un'amicizia seria e vera?

Può esistere un'amicizia seria e vera? 1 Settimana 2 Giorni fa #7031

  • babbocorso
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Vabbhé dai; la parte del cinico la faccio io!

Premessa necessaria: nelle questioni umane, inerenti alla soggettività della persona ma anche al relazionarsi con altri, non esistono leggi univoche e assolute. Siamo umani, fallaci, incompleti ed evolventi, speriamo, verso indirizzi migliori, ma non è detto!
Questo per delimitare quanto sosterrò; è certamente vero ma non assolutamente vero. Succede ma non è obbligato a succedere; potrebbe anche accadere il contrario e, con questo, non smentire che accada.

Quale è la ragione per cui le amicizie migliori; le più profonde, quelle durature ed alle quali ci si può appoggiare, ci si può contare, sono quelle giovanili che poi continuano nel tempo? Quelle iniziate da bambini, continuate negli anni scolastici e nell’adolescenza e, a seguire poi, nell’età adulta? Io credo perché nello svolgersi di quelle amicizie ci “svolgiamo” pure noi. Sono le esperienze che facciamo e ci fanno, quelle che nutrono il formarsi del carattere e che dal carattere sono nutrite. Questo le rende “solide”; quelle amicizie siamo noi e noi siamo l’amicizia dell’altro che in quella amicizia ritrova se stesso.
Ci formano e le formiamo in uno scambio dialettico e reciproco che ci nutre mentre noi nutriamo loro. Partiamo “nuovi” ed arriviamo “amici”; termine nel quale c’è una tale profondità ed universalità da rendere difficile una netta separazione, un distinguo identificativo.
Questo di conseguenza spiega la difficoltà nell’incontrare “vere” amicizie nell’età adulta.
Perché necessariamente ci mettiamo del nostro che si è già formato altrove; altrove nel tempo e nello spazio. Perché abbiamo “già dato” e siamo diffidenti; anche involontariamente diffidenti –un comprensibilissimo meccanismo di autotutela, di istinto di sopravvivenza-. Perché abbiamo anche cose più “importanti” e, dato che umano è limitato, non siamo disponibili a tutto in egual modo. Perché magari abbiamo famiglia, lavoro, preoccupazioni ed altre cose che, se il gioco si fa duro, vengono “prima”.
Eppoi; vi accorgete che si parla sempre degli “altri” quando si parla di persone delle quali non ci si può fidare, che ti tradiscono, che non sono “veri”. Ma gli altri siamo noi! Noi siamo gli “altri” di un altro che dice che non ci si può fidare, che ti tradiscono, che non sono “veri”!
Rendendola un poco meno pesante farò l’esempio della leggenda per la quale sono gli uomini a tradire le donne. E questi uomini con chi le tradiscono le donne?
A qualcuno risulta che un uomo, fidanzato, marito, amante che sia, ha tradito la donna con cui ha una relazione andando a letto con un armadio, un pesce, una locomotiva? Che qualcuno si è scopato un frigorifero, la portiera di una macchina, un tavolo da disegno? Gli uomini tradiscono le donne con, mediamente, altre donne per cui le donne tradiscono gli uomini con la stessa frequenza con cui i primi lo fanno alle seconde. È un conto a saldo ZERO!
Tornando all’amicizia “vera” e volendoci mettere sopra ancora un carico –come a briscola un bell’asso di bastoni- non aiuta anche l’alto tasso di esasperazione del quotidiano, il costante sentirsi defraudati di una “normalità” che ci permetta di tirare il fiato.
Insomma, in conclusione, è difficile, maledettamente difficile. L’amicizia “vera” costa cara, pesa tanto…è difficile, non impossibile ma maledettamente difficile!
babbocorso
Ultima modifica: 1 Settimana 2 Giorni fa da babbocorso. Motivo: Precisazione
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Può esistere un'amicizia seria e vera? 1 Settimana 2 Giorni fa #7033

  • babbocorso
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Aggiungo, a maggior chiarezza, che l'esempio del tradire fatto allo scopo di sdrammatizzare il problema delle relazioni interpersonali eppercui della "veridicità" "sincerità" di una amicizia, ha valore per i grandi numeri; come dato sociologico. Poi, tornando al personale e soggettivo, ogni verità è atto di fiducia e fede. Il limite degli atti di fiducia e fede è che esiste anche la menzogna e la malafede, appunto.
E si mente per millanta ragioni, anche eticamente condivisibili. La menzogna come dato standard di comportamento,quella per non aggiungere ulteriore dolore, per difesa personale. Perfino perché mentire ha una sua carica erotica. Si mente per vendetta o esercizio del potere. Si mente, e forse è più diffuso dei modi, perché "tanto lui/lei non c'erano" senza rendersi conto che in questo modo si riducono le relazioni interpersonali ad argomento giuridico. Dire o pensare "...tanto non c'è..." è come dire "non hai le prove!". Quando si arriva a questo, si manda al diavolo l'intera dimensione umana. Tutto si riduce alla materialità del poter provare quanto si sostiene ed allora L'AMICIZIA, così come L'AMORE, hanno già preso il treno e si sono già allontanati...definitivamente.
babbocorso
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Può esistere un'amicizia seria e vera? 1 Settimana 2 Giorni fa #7034

  • *kiara
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L'amicizia è vera e si consolida nel tempo solo se non è animata da una qualsiasi "necessità". Se una persona si avvicina a noi perché spinta da qualche bisogno, allora sarà facile ricavarne presto una delusione, un dispiacere che ci segna. E ci spingerà a dire che l'amicizia vera non esiste più. Il problema vero è la solitudine. Anzi, la dico meglio, la diffusissima incapacità di stare bene "da soli con sè stessi" . È proprio questo bisogno di "riempire i vuoti" che troppo spesso spinge le persone a cercare dei "riempitivi". E questo è il presupposto più rischioso per chi viene avvicinato senza accorgersi di non essere stato scelto per le proprie caratteristiche umane, ma solo come strumento. Quanto al tradimento, non sono così d'accordo con babbocorso: lui dice che uomini tradiscono con donne, e fin qui nulla da eccepire. Ma c'è un dettaglio importante: spesso quegli uomini che tradiscono "si dimenticano" di dire che hanno a casa moglie e figlioli... Dici che lo fanno anche le donne? Non saprei: io ti posso dire che di questi "smemorati" ne ho già beccati diversi. E ogni volta sono ustioni. E questo vale per l'amicizia come per l'amore: non certo per l'aver perso il principe azzurro o il nuovo amico, ma per l'amara constatazione di aver dato fiducia alla persona sbagliata...
Ultima modifica: 1 Settimana 2 Giorni fa da *kiara.
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Può esistere un'amicizia seria e vera? 1 Settimana 2 Giorni fa #7035

  • *kiara
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ah, dimenticavo: le amicizie che si creano da bambini resistono proprio perché non sono animate nè dal bisogno, nè dal calcolo. Due bambini che iniziano a giocare insieme e si divertono, continueranno a farlo, perché si sono "scelti" nella maniera più sincera e disinteressata: il bambino non fa calcoli, il bambino "sente". Ed è per questo che poi la loro amicizia si consolida e dura nel tempo.
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Può esistere un'amicizia seria e vera? 1 Settimana 2 Giorni fa #7036

  • babbocorso
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Infatti, *Kiara, ho aggiunto a posteriori la puntualizzazione che è un dato estrapolabile dai grandi numeri e, quando si scende nei soggettivismi concordo pienamente con te. Lungi da me l'idea di una "assoluzione" del maschio; dei suo comportamenti emotivi -fino a non molto tempo fa c'era ancora nel codice l'attenuante del delitto d'onore, prettamente se non esclusivamente ad appannaggio di noi maschietti. Non ne sono sicuro ma credo che fosse punita con maggior severità la moglie fedifraga che il marito infedele. Per cui...
A questo proposito, il reciproco tradirsi nei fatti e nella fiducia, si apre un altro argomento sulle forme che assume la reazione alla presa d'atto dell'infedeltà. Sempre per grandi numeri -nel particolare alcuni episodi sono simili se non più efferati- la reazione maschile all'infedeltà, come al desiderio di interrompere una relazione, di riprendersi la libertà e via dicendo, la possiamo leggere tutti i giorni sulla stampa e ho anche postato una riflessione su questo argomento "ma cosa sta succedendo agli uomini!?".
Venendo alla tua giusta considerazione della "necessità" come motivo inquinante di una qualsiasi amicizia, due considerazioni.

La prima è che l'accorgersi che l'altro ti ha approcciato per una qualsiasi "necessità" lo scopri sempre a posteriori eppercui quando già fa male. Aggiungerei che più c'è un interesse "altro" in una amicizia più l'interessato maschera, a volte con un savoir-faire, una nonchalance, un être à l’aise -chissà perché il francese ha maggiori definizioni di questo comportamento- degno di miglior causa.
Faccio una digressione ulteriormente esplicativa anche se di tutt'altro genere:
al contrario dell'immaginario diffuso che li vede come "brutti sporchi e cattivi" i pedofili sono persone con atteggiamenti e modi di fare squisiti; gentili, premurosi, ben curati, interessanti nel dire e nel fare. Devono conquistarsi la fiducia di bambini e, a volte, genitori per cui l'esteriorità deve emanare tranquillità, rasserenare.

La seconda è che proprio le brutte esperienze, quelle che ci induriscono, che ci incattiviscono; che rendono diffidenti e distaccati, quasi emotivamente freddi, come dei boomerang, ci ritornano indietro non permettendoci di sfruttare le occasioni che ci capitano. Una persona scottata tende, per autodifesa, a "sprecare" un nuovo e buon rapporto. In taluni casi si arriva a chiudere la porta e allora...allora diventa veramente un problema. Siamo animali sociali, relazionali. "L'altro" ci completa e cura; la relazione ci tiene legati alla realtà, combatte le paranoie e le frustrazioni. Un conto è "la scelta della solitudine" ben altro conto è "l'imposizione della solitudine" come meccanismo difensivo. Scegliere di stare bene con se stessi, cosa non facile, per paradosso è la maggior forma di socialità possibile. Stare soli per paura, perché "hai già dato", per non voler più stare male, per...per...per...è passivo e diventa come andare a dormire solo perché così domani ti svegli. Mi verrebbe da dire che non è "umano" anche se è l'umano a farlo.
babbocorso
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Può esistere un'amicizia seria e vera? 1 Settimana 2 Giorni fa #7038

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Complimenti a babbocorso per l'ottima dialettica.
Mi trovi d'accordo sul tuo discorso,e anche con kiara sul fatto che l'amicizia quando parte da piccoli tende ad essere più solida,anche se (l'ho vissuto sulla mia pelle) non è sempre così.
A 14 anni conobbi una persona,e tutt'ora rimane il mio rifugio,la mia spalla,il mio consigliere.
Ma a quella lontana età conobbi altre persone,amici per la pelle direi,ma evito di dire come è andata.

Personalmente non ho paura di legare con altre persone,anzi...ma quello che ho vissuto mi ha reso più attento,un osservatore di certi dettagli che altri non noterebbero,comportamenti,parole,atteggiamenti ecc. e ciò mi aiuta a capire chi ho di fronte,fino a che punto posso fidarmi,cosa posso dire e cosa no,se aprirmi o rimanere chiuso,ma mai come un riccio.

Per alcuni sono dei vuoti,necessità,per me è solamente umano cercare corrispondenze,poi sarò io a decidere se continuarle o meno e quando voglio rimango da solo eccome,ma per scelta.

Possiamo parlarne per i prossimi 10 anni di questo argomento,ma non basterebbe mai,se non cominciamo a cambiare noi stessi...pensare di più agli altri che solo a noi stessi.
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Può esistere un'amicizia seria e vera? 1 Settimana 2 Giorni fa #7039

  • r99
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Buongiorno a tutti!
Io, personalmente, ho conosciuto, in seconda elementare, un bambino con il quale ho intrapreso un'amicizia vera, purtroppo ci siamo persi di vista ma laddove ci vedevamo ci stringevamo e ci confidavamo ogni cosa, ma non solo… Forse sarà stata la nostra fascia d'età infantile, ma non sempre è così, perché è da un po'di tempo che mi sto contattando con un signore milanese e devo dire che è nata una bella intesa seria. Quindi, secondo me, può essere vero il discorso dell'età infantile, ma non sempre è valido, come penso che ogni contesto di vita sia relativo (eccezione fatta per le questioni legislative ovviamente, perché la legge non ammette né "ma" né "forse").
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