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ARGOMENTO: Un racconto di tutti per tutti

Un racconto di tutti per tutti 1 Mese 3 Settimane fa #6181

  • babbocorso
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L'idea è che, ciascheduno che lo voglia, partendo dal racconto precedente lo sviluppi con una idea sua. L'inizio deve essere continuazione del precedente per poi svilupparsi su strade proprie, storie proprie ed il prossimo stessa cosa. Parte dalla conclusioni del secondo narratore per diventare il terzo e poi il quarto e via dicendo. Comincio io.

“Ora che hai preso la patente, andiamo ad imparare a guidare”. Lola, tra il sorpreso e lo stupito, guarda i biglietti della Corsica Ferries “ma...ma partiamo domani! Savona-Bastia e poi?” “Bastia-Bastia, tour panoramico di tutta la Corsica; PortoVecchio-Bonifacio-Propiano-Aiaccio-Porto-Cargese-Calvi-CapoCorso-Bastia e poi, casa, che se le strade sono come le ricordo, quando torni la sai portare la moto, vedrai!”
La settimana corsa procede liscia, è inizio Giugno di questo fine millennio e non c’è ancora molto casino. Solo ad Aiaccio troviamo traffico ed oramai, passata Calvi, quasi arrivati, mi viene voglia di una pausa mare. In Place Paoli ad Ile Rousse parcheggiamo; una “Pietra” fresca ed entriamo al “bureau de tourisme”
“Cerchiamo una camera per qualche giorno, che c’è di libero?” “nulla! qua ad Ile Rousse non c’è niente; sapete, con il campionato del mondo di hors-bord a Saint-Florence sono arrivate migliaia di persone...perchè non provate ad A----?” “A----!? dov’ è A----?” “Tornate verso Calvi; alla fine del lungo rettilineo della zona industriale di C---- trovate l’indicazione”
Detto-fatto in fondo al rettilineo l’ indicazione ci porta ad un paesino tagliato fuori dal grande traffico. Dal bivio, lungo la stradina che ci avvicina al paese, l’immagine è di quelle che piacciono a me. La stradina appunto, fuori dal traffico; non ci passi per caso, ci devi proprio voler andare, un casello di quel capolavoro di archeologia industriale che è la ferrovia corsa e, di là, spiaggia e mare. Una baia di un paio di chilometri con una spiaggia che in alcuni punti ricorda le vastità della riviera romagnola. Entriamo in paese ed è già finito. E’ tutta lì A----, lunga cento, larga trenta; sulla sinistra il mare, sulla destra la collina con il traffico lontano. Una piazza con platani magnifici sotto i quali ozieggia un bar e poi, più in là, oltre una volta, il vecchio paese. Tutta lì, duecento anime, forse meno,che in estate, ad Agosto, diventano tremila; tremendo! Ma non siamo ad Agosto, cerchiamo e non troviamo nulla nemmeno lì. “Provate a l’ Escale, sulla spiaggia” ci dicono e troviamo un bungalow, proprio l’ultimo verso il mare e rivolto al paese. Tre giorni di dolce far niente, sole (anche troppo; al pomeriggio il bungalow si infiamma letteralmente), mare, mangiare e serate a Calvi dove la stagione è oramai iniziata e c’è un sacco di vita. Calvi è un mostro riminese; un paese di 2.500 anime che diventano ottantamila in estate. Una follia vivente che in inverno, dopo il Festiventu all’inizio di Novembre, ritorna il fantasma che è; tutta la Corsica è così, svuotata da un’ emigrazione più che importante (credo sia l’unica nazione con più emigrati che residenti).
L’ultima cena ce la regaliamo sotto i platani; mentre aspetto mia figlia che si doccia e veste, fumo una sigaretta sulla spiaggia. La luce è quella di un imbrunire limpido ed il profilo del paese nel cobalto della sera che insegue un sole di caldo fuoco mi porta alla mente un quadro di Magritte di cui non ricordo il nome. E’ un quadro famoso; una casa rivolta al lago con le luci accese e, oltre la collina che la sovrasta, si legge la luce di un giorno non ancora passato. Lola ha finito e mi raggiunge che spengo la cicca.
Nell’alzarmi se ne esce con “ti piace, eh!; sono due giorni che sei un poco strano. Ti ricorda quella cosa di cui mi hai parlato...di quando da ragazzo pensavi ad un paese piccolo, sul mare; poca gente, un lavoretto da non morire di fatica...e in culo il mondo!” e prosegue “cosi invece che un babbo, c’ avrò un babbocorso!” e, da brava marpiona quale è, conclude “verrò a trovarti; un babbocorso al mare, e poi qua dove non rompono per i cani...verrò a trovarti spesso”
babbocorso
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