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la "nostra epoca", quella passata, quella futura, quella immaginata...

ARGOMENTO: sardine si o sardine no?

sardine si o sardine no? 4 Settimane 18 Ore fa #6327

  • Tato
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Che ne pensate di questo movimento popolare?
Io penso che andare in piazza per protestare contro senza avere proposte sensate è positivo solo per il fatto che si va in piazza!!
Ciao!!
Tato
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sardine si o sardine no? 3 Settimane 4 Giorni fa #6349

  • babbocorso
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Almeno due considerazioni –almeno perché, me ne sovvenissero di ulteriori, mi tengo una finestra aperta-.
La prima riguarda una strana prassi per cui rispetto a se stessi si considerano lecite, addirittura necessarie,considerazioni che ad altri non sono riconosciute. Mi riferisco al fatto che, sempre rispetto a se stessi, si consideri del tutto normale durante la crescita –lo sviluppo- l’andare formandosi di opinioni, concetti, idee, spesso in contrapposizione se non in conflitto con quelle precedenti. A dieci anni si pensano e credono cose che a diciotto fanno sorridere –pensate che c’è una età in cui si crede a Babbo Natale- e a diciotto si approccia la vita con atteggiamenti, certezze insindacabili, giudizi definitivi, che a trenta o quaranta paiono sciocchezze. Si chiama “crescere, divenire adulti ecc.” Ci autoassolviamo da valutazioni e considerazioni fatte anni prima dicendo “vabbhé; ero un bambino/ragazzo” o similitudini varie.
Allora; se fino a qui siamo d’accordo, perché pretendere dalle Sardine atteggiamenti e complessità di giudizi che dovrebbero appartenere agli adulti. Preciso che quando mi riferisco alle Sardine (S maiuscola!) intendo il motore portante, la caratteristica peculiare, la stragrande maggioranza; perché poi, se vai a vedere, ci sono anche adulti e vecchi mischiati assieme. Sono tutti ragazzi/ragazzini; hanno un’età per la quale fa già maraviglia che si appassionino a certo genere di cose –cheppoi; non erano quelli che si diceva “stanno sempre con lo smarphone in mano” quelli che “ma guarda tu che razza di gioventù” o “ai miei tempi si che sapevamo vivere, guarda ‘sti sfigati, se non hanno tutto sembra che non abbiano nulla” e via denigrando?-
E ancora; alcune cose le dicono eccome!
1) “vorremmo che chi ha doveri istituzionali facesse meno costante campagna elettorale e più quello per cui è pagato”
2) “La solidarietà umana non è un optional ma un criterio fondante della democrazia”
3) “L’antifascismo è il cuore della nostra costituzione”
4) “Chi lavora dovrebbe avere un salario che gli permetta di vivere degnamente”

Altro ancora dicono; tipo aver fatto proprio il programma del Fridays for future, ma anche fosse solo questo basterebbe per fare piazza pulita della stragrande maggioranza della nostra classe politica. Se questo movimento non dice nulla, secondo me, è perché chi dovrebbe ascoltare fa finta di non sentire.
Per cui il problema non sono le sardine ma i tonni che non intendono –in malafede-

Seconda considerazione; sarebbe meglio, come è ora per la nostra classe politica, che le opinioni, le scelte, i programmi vengano scelti e decisi nei salotti ristretti di alcuni centri di potere? O è meglio che sia il confronto con altri, la discussione libera, l’incontro di esperienze e storie personali, a formare progressivamente una linea politica che andrà maturando nel tempo?
Non ci è ancora bastato il “Ghe pensi mi!”,
oppure il trovarsi, in meno di qualche anno, da esperienza collettiva e popolare in gestione affidata ad una società privata. Abbiamo vissuto in molti –io per primo- la delusione del Movimento. Tutto quello che man mano andava succedendo –l’elenco, anche se in poco tempo, sarebbe lunghissimo-. E quel “gran signore” di Grillo che si permette di dire alle persone che hanno creduto in lui, alle quali è andato a chiedere il voto, di “non rompere i coglioni”? Ma non romperli tu!

Terza considerazione –visto che ho fatto bene a tenermi la finestra aperta?- quale è il problema della piazza? Scendere in piazza è bellissimo, ricco di esperienze e interessante. È vivo e vitale oltre che utile. Se scendi in piazza conosci e parli con tanta gente, ti diverti, vivi intensamente. Se scendi in piazza conosci Anna di Francia



e gli zingari felici



Se scendi in piazza incontri Maaarco che a 35 anni crede di essere ancora un ragazzo e allora lo abbracci e gli spieghi, magari gliene rolli uno e glielo lasci che così forse scopre altre strade per definirsi.

Conosci Anita02, tenera ragazzina che non si rende nemmeno conto di essersi già completamente raccontata con quel bellissimo “Hey, sono nuova...”
La conosci, l’abbracci forte, le stampi un bacio sulla fronte e, senza farti sentire da Lei, reciti la magia del fare
“anal natrak, utvas betod, do kiel dienve “
e fai una magia che la protegga.

Se scendi in piazza incontri un Dolce chiaro di luna, ti avvicini così tanto che non riesca nemmeno più a metterti a fuoco, e…il netturbino del giorno dopo, gentilmente, dice “se continuaste a baciarvi, ma solo un poco più in la, io finirei il mio lavoro!”

Dammi retta, amico mio: scendi in piazza!
babbocorso
Ultima modifica: 3 Settimane 4 Giorni fa da babbocorso. Motivo: correzione
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sardine si o sardine no? 3 Settimane 2 Giorni fa #6385

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Sono stato ragazzo in un'epoca in cui non si faceva altro che scendere in piazza, i risultati ? Si vedono chiaramente, non solo non è arrivato quel regno perfetto dell'utopia che, all'epoca, sembrava, a sentire la maggioranza, dietro l'angolo e assolutamente sicuro e inevitabile ma il mondo è invece decisamente peggiorato. I "rivoluzionari"? Ora sono pensionati, i più furbi riccamente pensionati, perché i " rivoluzionari" si sono dimostrati, nei fatti e nel tempo, solo abilissimi approfittatori, interessati unicamente al loro personale tornaconto costruito, magari, sull'imbecillita di tanti che li votavano e credevano nel loro vendere fumo. C'è nel genere umano una pericolosissima tendenza all'irrazionalità, una perversa inclinazione a seguire i pifferai di turno, una incapacità all'uso del senso critico, sempre. Quando poi i fatti, inconfutabili, rendono palese l'errore, gli esseri umani si creano immediatamente una nuova illusione da seguire. Sì, certo, è vero, hanno sbagliato, non hanno capito, erano però giovani, bisogna comprendere... ma questa è la volta buona, questa volta non sbagliano. Quando però io ero un ragazzo, per esempio, avendo sempre avuto, per nascita, un cervello pensante, vedevo molto chiaramente, già allora, il delirio ideologico degli altri e, timidamente, muovevo le mie logiche obiezioni, il risultato? Essere sommerso dal dileggio, dire che 2+2 fa 4 veniva considerato assolutamente ridicolo, mi si rispondeva che ero solo un cretino che non capiva nulla e dovevo solo stare a sentire loro, i " rivoluzionari", gli intelligentissimi, coltissimi, saggissimi, buonissimi, virtuosissimi rivoluzionari, che sapevano tutto, capivano tutto, non sbagliavano mai e che, essendo così inconfutabilmente superiori e impegnatissimi a fare la "rivoluzione", non potevano certo perdere tempo a spiegare, logicamente, perché 2+2 non faceva 4 a un cretino come me, loro erano il futuro, la speranza, il mondo nuovo, non avevano bisogno di logica e ragione. Io allora, giovane, insicuro, isolato, tacevo, poi però il tempo, i fatti, hanno dimostrato quale infinita miseria umana, priva di qualsivoglia pensiero, mostruosamente ipocrita fossero quelli che davano del cretino a me. La gioventù, la speranza, il crescere, il cambiare idea sono tutti patetici alibi, quello che fa la differenza è, è stato, sarà sempre solo un cervello pensante.
Le "Sardine" ? Un ennesimo abbaglio. Sono molto simili ai "rivoluzionari" della mia gioventù, stessa chiusura mentale spacciata per apertura, stessi deliri, stesse farneticazioni, stessa totale mancanza di congruità, stesso vuoto parlare per slogan, stessa totale incapacità di rispondere nel merito, stessa logica del branco, stessa demonizzazione di chiunque dissente, stessa ipocrisia... stesse facce furbette di chi saprà, alla prima occasione, intrufolarsi dove conviene e ricavare laute prebende, magari, ovviamente, facendosi votare dai sempre numerosissimi imbecilli. Quello che mi sembra cambiato in questi ragazzi è che hanno uno spessore ancora più esiguo rispetto a quelli della mia epoca (dove già non c'era praticamente alcuno spessore), che sono molto, molto più facilmente "addomesticabili", anche perché molto, molto più " borghesi", posseduti da uno stucchevole, insopportabile, ipocrita buonismo che nella mia generazione non c'era proprio. Dovremmo, comunque, riparlarne fra 40 anni delle Sardine, quando il tempo, i fatti li avranno inconfutabilmente smascherati, perché fino a quel giorno io sarò, per i loro sostenitori, di nuovo e sempre, solo un cretino, è ovvio...purtroppo però io fra 40 anni non ci sarò più.
Ultima cosa...ma qui stiamo discutendo di socializzazione o di politica ? Perché socializzare può essere bello e divertente ma si può andare in piazza anche per un concerto, una festa, ecc... se parliamo però di politica bisognerebbe, secondo me, essere in grado di fare discorsi congrui e articolati, essere in grado di un'analisi profonda, acuta, circostanziata, onesta della realtà, essere in grado di proporre soluzioni percorribili, realistiche ai problemi.
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sardine si o sardine no? 3 Settimane 2 Giorni fa #6387

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Per semplificare verrebbe da dire “ Amen! ” e chiuderla li ma:

1) Le semplificazioni –ne fai ampio uso- corrono il rischio di buttare via il bambino assieme all’acqua calda. Non a caso uno che capiva poco, sia in ambito scientifico che in ambito sociopolitico; un certo Albert Einstein, diceva “le soluzioni sono le più semplici possibile; non le più semplici e basta”, si dilungava anche per chiarire questa sua frase. La sintetizzerò dicendo che non si può annullare la complessità di aspetti che coinvolgono un determinato processo; scientifico, sociale, politico che sia. Politico soprattutto, proprio perché Politico –a meno che uno faccia confusione con il Partitico- racchiude in se tutti gli aspetti della vita sociale.

2) …e allora?! Ammesso; non concesso ma solo ammesso, che la tua analisi fosse vera vorrei capire appunto,…e allora?! Che si fa? La politica continua ad esistere, la partitica, purtroppo, pure e se non provi a dire la tua ci sarà chi lo farà per te e “a nome tuo”.

3) Bisognerebbe dare una coerenza a quanto si scrive ad esempio evitando di partire con il plurale collettivo “…a sentire la maggioranza…” per passare al singolare individuale e tornare allo schema iniziale “…I "rivoluzionari"? Ora sono pensionati, i più furbi riccamente pensionati, perché i " rivoluzionari" si sono dimostrati, nei fatti e nel tempo, solo abilissimi approfittatori, interessati unicamente al loro personale tornaconto costruito, magari, sull'imbecillita di tanti che li votavano e credevano nel loro vendere fumo…” tra l’altro bisognerebbe anche decidersi se i “rivoluzionari" sono, pensionati o riccamente pensionati perché non è corretto piegare la linguistica per sostenere le proprie idee –le parole dovrebbero servire a spiegare la realtà non a piegarla alle proprie tesi.
Noi –mi metto di buon grado tra loro- “rivoluzionari” siamo tutti pensionati poi siamo solo i più furbi che sono” riccamente pensionati” per poi tornare ad essere un'unica congrega di abilissimi approfittatori interessati ecc ecc –per la cronaca io sono riccamente pensionato con la fantastica cifra di 640€ al mese.

4) Vorrei capire come –per me sarebbe una rivelazione e te ne sarei grato- si possa scendere in piazza essendo in condizione di “…bisognerebbe, secondo me, essere in grado di fare discorsi congrui e articolati, essere in grado di un'analisi profonda, acuta, circostanziata, onesta della realtà, essere in grado di proporre soluzioni percorribili, realistiche ai problemi…”. La mia limitata esperienza e, ancor più, limitata intelligenza mi suggerisce che per fare quanto da te dottamente elencato ci siano due metodologie.

La prima prevede che, quelli si, furbi politicanti (partiticanti) si riuniscano nei loro salotti privati, decidano quanto è da fare, trovino chi per loro -pennivendoli (deriva dalla crasi di pennini in vendita), giornalisti al migliore offerente, costruttori di opinioni (influencer, opinion makers o come ti pare)- renda attuale e pressante quanto deciso

La seconda; quella delle persone senza potere, senza soldi, anche senza la voglia di fare come il Gattopardo (bisogna che tutto cambi perché nulla cambi), prevede l’incontrarsi, il confrontarsi, il raccontarsi con i propri limiti di persone normali. Cercando in questo modo di trovare una soluzione fattibile di cambiare questo mondo, soprattutto la direzione che ha preso. Certo che, come tutte le cose che non ci sono, non è facile, che si può sbagliare, che si fanno errori –tutti quelli che vedevano la ruota applicata ai mezzi di trasporto pensavano “che ci vuole a farla!” dopo che qualcuno l’aveva inventata; ci sono volute svariate centinaia di migliaia di anni di evoluzione per farla!!!- E guarda che gli errori li commettono anche quelli dei salotti riservati; la differenza e che questi ultimi, il prezzo dei loro errori lo fanno pagare a quelli che non hanno accesso a quei salotti. I loro errori si chiamano crisi finanziarie, devastazioni ambientali, migrazioni di popolazioni; li chiamano incidenti di percorso, danni collaterali, inevitabili prezzi da pagare e via dicendo.

Certo che quegli anni lì hanno prodotto anche danni e problemi, ma che chi ha fatto il sessantotto sia responsabile della Lehman Brothers, dell’Isis, Delle Torri gemelle piuttosto che del crollo del ponte di Genova o dell’evasione fiscale e via dicendo NON È VERO! Come non è vero che la società non abbia fatto enormi passi avanti grazie ai grandi movimenti di massa come quelli che tu definisci tra virgolette rivoluzionari.
Mi viene un dubbio, però; non è che tu eri dall’altra parte in quei periodi, non è che stavi dalla parte di quelli che erano convinti di non fare “politica” senza accorgersi che “non fare politica” è un modo di farla così come “non votare” è un modo di votare. Che il perbenismo, il conformismo, sono esattamente dei modi di essere sociali per cui politici. Tutti i movimenti sociali come tutti gli eventi sociali riguardano gruppi di persone e altri gruppi di persone ne stanno fuori. Ti faccio un esempio. L’Italia è una repubblica democratica eppure al referendum tra monarchia e repubblica oltre 10 milioni di italianai (45,73%) votarono monarchia. Ebbene? Che ne facciamo di quei dieci milioni di persone? O come quelli che durante le lotte operaie facevano i crumiri e servi del padrone (una volta si diceva così, adesso sono tutti imprenditori )non è che hanno rinunciato alle conquiste prodotte dalle lotte operaie. Non mi risulta che qualcuno di quei furbetti del quartierino, quelli che stavano cautamente dalla parte del padrone (aridaje!) abbiano rinunciato agli aumenti salariali, allo statuto dei lavoratori, delle 40 ore ecc ecc ecc. -come quegli altri figli di madre ignota (mignotta) che non pagano le tasse ma poi usano il servizio sanitario nazionale, la scuola pubblica, il sistema pensionistico e via dicendo-
Un ultima considerazione, tanto per meglio definire il quadro.
Non so se volontariamente o involontariamente (c’è qualcosa di profondamente triste quando ti trovi a dover decidere se il tuo interlocutore è uno che non capisce o uno in malafede) quando scrivi “…non si faceva altro che scendere in piazza, i risultati ? Si vedono chiaramente, non solo non è arrivato quel regno perfetto dell'utopia che, all'epoca, sembrava, a sentire la maggioranza, dietro l'angolo e assolutamente sicuro e inevitabile ma il mondo è invece decisamente peggiorato…” dimentichi quanto, non molto tempo fa, ebbe a dire Warren Buffett, miliardario (72,7 miliardi di dollari nel 2015) ma anche illuminato –una specie in estinzione- imprenditore statunitense: “C'è una guerra di classe, va bene, ma è la mia classe, la classe ricca, che sta facendo la guerra e stiamo vincendo."
Noi; i “rivoluzionari” come dici tu, abbiamo perso! Ci hanno fermato, battuto e cancellato. Per cui, che tu attribuisca a chi a perso come è la società di cinquant’anni dopo, è veramente una carognata. Come sparare sulla croce rossa. Si vede che tutte le stragi, gli assassinii, i depistaggi, l’uso politico delle droghe pesanti (aveva già funzionato negli USA contro le Pantere Nere del Black Power) e via inquinando e corrompendo non è bastato. Dovremmo anche avere la vostra coscienza sporca!
Ma fammi il piacere!
babbocorso
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sardine si o sardine no? 2 Settimane 1 Giorno fa #6500

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Signor babbocorso,
prima di tutto mi pare che lei abbia preso molto sul personale la mia opinione che non era invece minimamente una risposta a lei, anche se, ovviamente, trattava di argomenti da lei trattati, visto che siamo su un forum ed esprimiamo le nostre opinioni sugli argomenti trattati. In secondo luogo, soprattutto, ho molto esitato nel risponderle poiché lei ha mostrato una tale sconcertante e totale incapacità nel comprendere il mio testo, ha travisato il mio pensiero in un tale modo che mi sembrava fosse assolutamente inutile e superfluo risponderle, alla fine, come vede, ho deciso però di voler fare un ulteriore tentativo, per essere ancora più sicuro, la invito, in ogni caso, eventualmente, a rileggere con attenzione il mio testo precedente.
Gradirei, comunque, che, se per caso lei volesse ulteriormente replicare, lei si rivolgesse a me dandomi del lei visto che non sono né suo fratello né suo parente né suo amico.
1) Che io faccia semplificazioni è solo una sua personalissima opinione, tenga comunque presente che il mio era solo un breve testo con tutti gli inevitabili limiti di un breve testo e non poteva certo essere esaustivo, avrei dovuto scrivere praticamente un trattato per esprimere compiutamente il mio pensiero. Che ci sia poi una complessità nei fatti, nelle persone, è lapalissiano, lei però pretende forse di trattare tale complessità in poche righe ? O di comprendere perfettamente il pensiero altrui da poche righe ? Sarebbe infatti opportuno, secondo me, che quando non si capisce un testo si chiedano spiegazioni invece di partire immediatamente con una furibonda filippica su cose mai dette e pensate dall'interlocutore che, oltretutto, a lei non si era direttamente rivolto. Non è infatti certo questo un approccio corretto se si vuole discutere e a me interessa, eventualmente, solo discutere non certo mettermi a litigare col lei via forum.
2) Altrettanto lapalissiano è che la soluzione non può che essere complessa, certo non è che scendendo in piazza si risolve alcunché, lei vuole provare ad affrontare la complessità del problema e della sua possibile soluzione o vuole semplicemente scendere in piazza per non risolvere nulla ? Vuole insomma scendere in piazza senza mai interrogarsi su una possibile strumentalizzazione del suo essere massa ? Senza mai interrogarsi su chi la invita a scendere in piazza, sui suoi reali intenti, gratificato solo dal suo sentirsi parte della massa ? Vuole, poi, forse rinnegare una democrazia rappresentativa ? Per sostituirla con cosa ? Tutto mi sembra lei voglia fare, comunque, tranne che confrontarsi realmente col prossimo, ascoltare realmente ciò che il prossimo dice, argomentando compiutamente il proprio pensiero, fare, insomma, realmente, politica e la sua risposta ne è, per me, la prova.
3) Non capisco il suo appunto, è forse grammaticale ? Perché io non lo vedo proprio. Cosa poi non ha capito nel mio testo ? Mi sembra assolutamente ovvio che ci siano i piu furbi e i meno furbi, a lei forse non risulta ? È poi altrettanto ovvio che i più furbi si approfittino dei meno furbi, anche questo non le risulta ? Se, per esempio, due "rivoluzionari" oggi si trovano uno con una pensione faraonica e l'altro con una pensione da fame sarebbe opportuno, secondo me, che lei si chiedesse come mai uno dei due ha una pensione faraonica, come l'ha ottenuta ? Non sarà che è stato proprio il secondo "rivoluzionario" che votando il primo e mandandolo in parlamento ha assicurato al primo la faraonica pensione mentre lui è rimasto con quattro soldi, per esempio ? Sa le famose élite ci sono pure fra i "rivoluzionari" e sono proprio quelle che poi prendono pensioni faraoniche e gli approfittatori, per esempio, esistono proprio perché esistono i poco furbi che li votano e credono al loro vendere fumo, le due cose sono profondamente interconnesse a dispetto di quella illusoria contrapposizione e presunta virginale innocenza che lei vorrebbe attribuire genericamente alle masse. Le frasi, comunque, lei le deve leggere fino in fondo e comprenderle fino in fondo, non fermarsi dove le conviene e se si hanno dei dubbi di interpretazione chiedere spiegazioni invece di partire in quarta.
4) È sempre assolutamente lapalissiano che le responsabilità non sono equamente distribuite, chi ha avuto posizioni di potere è chiaramente infinitamente più responsabile dell'ultimo "soldato" ma è anche vero che nessun potente può, ha mai potuto, nulla senza una massa di soldati che lo seguono. Anche l'ultimo soldato ha quindi una qualche, relativa, responsabilità, non è, non può considerarsi, totalmente innocente, e quello che io ho scritto era proprio una sottolineatura della totale mancanza di senso critico delle masse, del loro accodarsi, e delle sue conseguenze, ieri come oggi (stavamo commentando, le ricordo, un movimento di massa). Dove poi, in quale passaggio del mio scritto, lei evince che io do tutta la colpa alle masse e assolvo le élite ? È praticamente il contrario, io reputo le élite sommamente responsabili, le masse però, ripeto, non sono totalmente innocenti poiché anche solo farsi usare, manipolare, strumentalizzare, ingannare sono colpe, precise responsabilità individuali (stiamo parlando, le ricordo, di adulti, non di bimbi), e a maggior ragione lo sono se tutto questo è estremamente scoperto ed evidente e, per meccanismi psicologici perversi, ci si rifiuta, caparbiamente, di prenderne atto.
Probabilmente io sono più vecchio di lei ma nell'arco della mia vita questi miglioramenti di cui lei parla proprio non li ho visti, ho visto invece dei clamorosi peggioramenti, quindi o abbiamo vissuto in due paesi diversi o uno di noi due ha una percezione distorta della realtà.
Dove, in quale passaggio del mio scritto, ho detto che il 68 è responsabile di ciò che viviamo oggi ? Ho, piuttosto, sostenuto, implicitamente, che è stato un abbaglio, uno dei tanti.
Le masse hanno perso ? Bene, allora la domanda fondamentale, quella attorno a cui tutto ruota e che tutto può spiegare ma che lei, ovviamente, non si pone minimamente è proprio: " perché le masse hanno perso?", spero converrà che c'è, c'è sempre stata, una sproporzione mostruosa, di forza, anche banalmente fisica, di numero, fra le masse e le élite, come è allora che vincono le élite e perdono le masse ? Lei non può semplicemente limitarsi alla contemplazione della sconfitta, se si perde una guerra, oltretutto con una simile, inconfutabile, clamorosa disparità di forze, ci deve necessariamente essere una ragione molto precisa e circostanziata, bene, quale è ? Attendo lumi da lei, io, ovviamente, ho la mia opinione. Rifletta però attentamente su come le masse elaborano il loro pensiero, la loro analisi, la loro azione, è proprio sicuro, tanto per iniziare, che facciano tutto questo ? O piuttosto, più semplicemente, non si limitino a seguire sempre, colpevolmente, il pifferaio di turno ?
Io ho sempre votato (e anche votare è un preciso atto politico), a fare politica "attiva" (diciamo così) poi ho anche provato ma se ti prendono per cretino, se ti spernacchiano, se ti offendono, se ti ridicolizzano, se ostentano disprezzo nei tuoi confronti, se rifiutano il confronto razionale, logico, circostanziato, se ti zittiscono, se ti isolano, se il pensare con la propria testa dà enormemente fastidio agli altri, se si pretende che per rimanere all'interno di un determinato consesso tu debba rinunciare al tuo senso critico, che tu diventi un obbediente e lobotomizzato soldatino che fa quello che i capi dicono di fare e pensa quello che i capi dicono di pensare non è più politica ma, semplicemente, logica del branco, in cui il capo (e il pensiero dominante) è comunque indiscutibile e i gregari sottoposti (presunti innocenti, secondo lei) non sanno fare altro che spalleggiarlo, anche contro chi dissente, e qualunque cosa dica o faccia in un meccanismo perverso e vigliacco, il massimo insomma, per i gregari, di quel gretto conformismo che lei cerca di proiettare invece sugli altri e il massimo di quella paurosa debolezza che il singolo si illude di poter superare nel ruolo gregario all'interno del branco e che invece trova nel branco la sua più precisa espressione. Temo proprio che quello che lei, molto pomposamente, considera e definisce "politica" sia, molto più semplicemente e banalmente, solo una manifestazione della logica del branco.
Decida, infine, quello che vuole sulla mia persona, signor babbocorso, io, da parte mia, le ho dato un'altra possibilità, certo è che se deciderà che sono, a suo parere, un imbecille, automaticamente si sarà attribuita, da solo, un'intelligenza superiore alla mia. Ancora più interessante è però il suo dubbio di malafede poiché coincide automaticamente con il presumere una tale inconfutabile giustezza e assoluta verità della propria opinione che chi dissente non può che farlo in malafede (e anche questo denuncia un suo essere pesantemente condizionato da una logica del branco interiorizzata, una sua intrinseca incapacità di confronto col prossimo aldilà delle sue sbandierate dichiarazioni di intento).
Ultima modifica: 1 Settimana 3 Giorni fa da A.A.. Motivo: Correzione ortografica.
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sardine si o sardine no? 2 Settimane 1 Giorno fa #6501

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Come detto in apertura del mio precedente commento, avrei dovuto scrivere Amen!
Infatti; Amen ! Dandole più che del Lei; dandole dell Esso.

Cordialità
babbocorso
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