Benvenuto, Ospite
Nome utente: Password: Ricordami
la "nostra epoca", quella passata, quella futura, quella immaginata...

ARGOMENTO: Tolo Tolo e Zalone

Tolo Tolo e Zalone 7 Mesi 3 Ore fa #6477

  • babbocorso
  • Avatar di babbocorso
Non ricordo quanto tempo sia passato dalla mia ultima volta (al cinema, maliziosi!) nemmeno quale fosse l'ultima pellicola vista. Oggi cazzeggiavo con una amica che se ne esce con "andiamo al cine?". Perché no! C'è giusto una multisala nella stessa area del centro commerciale dove siamo. Abbiamo anche la fortuna di arrivare alla biglietteria che si apre l'accesso -questo può dare una idea temporale dall'ultima volta (sempre al cinema!). Ero rimasto che; entravi, facevi il biglietto, accedevi alla sala cercandoti il posto e...ti guardavi il film. Ora entri solo all'orario stabilito, hai fila e posto, un livello di volume assurdo- entriamo in sala 3 e, come detto, un volume assordante, una buona mezz'ora di pubblicità e future programmazioni e finalmente inizia questo fenomeno di incassi. Una impressione negativa mi accompagna nello svolgersi delle prime scene; forse , anzi sicuramente, prevenuto nell'attendermi un film divertente, con battute alla Zalone appunto, assisto a scene e dialoghi non all'altezza di quanto atteso. Oltretutto questo volume mi infastidisce ed è talmente invasivo da, in alcuni passaggi, non riuscire nemmeno a capire le parole. Progressivamente mi adatto al suono e lo svolgersi delle sequenze mi coinvolge sempre di più. Ma tutto è cambiato nella percezione di quanto sto guardando. Non è per nulla un film divertente; ci sono alcune freddure ma la sequenza va srotolando un interessante tentativo di raccontare assurdità, miserie, tradimenti, umana relazione interpersonale in sostanza, nella realtà di questa tragedia epocale che si sta svolgendo sotto i nostri occhi e che coinvolge sempre più popoli e nazioni. Ne esco con l'idea esattamente contraria a quella con cui sono entrato e con una considerazione verso il Checco nazionale. Un film di qualità, giustamente leggero, profondamente veritiero, assolutamente non retorico. Il racconto probabile -io non ho gli strumenti per conoscere la quotidianità dei migranti ma riesco a capire che, se per fare un viaggio che in Europa occuperebbe un paio di giorni da quelle parti va bene se ci si impiegano due anni, c'è una quotidianità, una somma di attori ed avvenimenti enormi-. Se poi a questo aggiungiamo la costrizione alla clandestinità, all'affidarsi alla delinquenza organizzata; unico sistema che ti preleva da un qualsiasi paese dell'Africa subsahariana, dalle sperdute lande del medio oriente o estremo oriente, e ti porta in Turchia, Grecia, Italia, Spagna, attraverso mille scambi, migliaia di morti senza nome -chi sa quanti ne partono e quanti riescono ad arrivare?- si può tranquillamente concludere che è la cosa più vicina all'inferno.
Bravo Zalone; hai fatto qualcosa che, con leggerezza, qualche buona battuta e tanta narrazione quotidiana fa riflettere e avvicina la comprensione.

Nel rileggere quanto scritto (sempre alla ricerca di eventuali errori ortografici o di sintassi) mi è tornato alla mente qualcosa che avevo letto mesi addietro e che, in scenari opposti -la migrazione verso gli USA di popoli del centro america- vi suggerisco, sempre che si voglia andare oltre le frasi fatte ed i luoghi comuni, o peggio, rasentare il razzismo linguistico.
Di Óscar MartÍnez "La Bestia" Fazi Editore.
Ultima modifica: 6 Mesi 4 Settimane fa da babbocorso. Motivo: correzione
Registrati o effettua l'accesso per rispondere o scrivere nel forum.
Moderatori: max
Tempo creazione pagina: 0.362 secondi
Powered by Forum Kunena