La "mia" Alda Merini mi perdonerà sicuramente, Lei che della penna fece un'arte, se per una volta non pubblicherò un qualcosa di Suo, ma oggi, oggi, è una di quelle notti che......non si usa più penna e calamaio, anche la più moderna biro, o stilografica, viene usata molto meno......c'è una tastiera ora davanti a noi, che sia un pc od un telefono cellulare, display crudeli che ci mostrano subito l'errore, obbligandoci a correggere ora questo, ora quell'errore.....e davanti alla tastiera, oggi, di getto come da ragazzo - quanto si scriveva da ragazzi, tutto perduto nel tempo - oggi mi è venuta fuori questa accozzaglia di parole.......da poco, chiarendo un qualcosa, mi si disse, immagino citando la grande Mina Mazzini, "parole...parole...parole"...e in fondo, solo parole sono, gettate quasi alla rinfusa. Immagino non piacerà quanto leggerete più sotto, ma vedete, pensieri e sensazioni, rimpianti e sconforti, hanno il destino di rimanere di proprietà di chi li prova, pertanto....coraggio, durerà poco, solo poche righe. Non c'è titolo, perchè no avrebbe un senso, citandolo già tante volte nel testo.....
E c'eri; nelle notti in cui cadevano le stelle,
mentre vedevo il mare in burrasca, la mia scogliera,
ed i miei sogni inseguiti da sempre, inespressi e mai realizzati.
E c'eri; nei momenti di tristezza, tanti, in un passato di sbagli,
in un presente mai vissuto, in un futuro che non sarebbe esistito,
nel niente di una esistenza inutile.
E c'eri; in tante aurore viste nascere dal mare, morire in esso,
in tante lune d'inverno, sotto la pioggia e la grandine;
negli autunni colorati dei loro toni, neraviglioso autunno
E c'eri, nelle rinascite, uomo in ginocchio che solleva la testa,
alza le spalle, e guarda ancora avanti, " no, non deve finire così".
E c'eri; quando non c'erano mani tese verso di me,
quando le parole ferivano, laceravano l'anima ed i visi erano duri,
quando l'estate era calda, ma bollenti gli insulti.
E c'eri; dovevi esserci, altrimenti niente avrebbe avuto senso
e quanto passato, quanto subito, quanto sofferto,
sarebbe stato inutile, la conclusione dei sogni calpestati.
Ma no, non c'eri; un nome urlato al tramonto,
eclissi delle illusioni, dei "un giorno avrò anche io..."
un giorno che non avrei avuto, un giorno che non avrò.